I caregiver familiari tra lacune normative e prospettive di tutela

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Sommario: 1. La definizione di caregiver familiare. 2. L’“esercito degli invisibili” e il frastagliato panorama normativo italiano. 3. La censura dell’ONU all’Italia e la sentenza della Corte di giustizia UE nel caso G.L. c. AB SpA. 4. Recenti progetti di legge a sostegno del caregiving familiare. 4.1. Il “d.d.l. Locatelli”. 5. Alcune considerazioni conclusive.

1. La definizione di caregiver familiare
La rete europea delle organizzazioni di caregiver, di università e istituti di ricerca di rilievo Eurocarers (European Association Working with and for Carers), formalmente costituita nel 2006 in Lussemburgo, definisce i caregiver cc.dd. ‘familiari’ come coloro che “fornisc[ono] assistenza, solitamente non retribuita, a qualcuno affetto da una malattia cronica, disabilità o altri problemi di salute o di assistenza di lunga durata, al di fuori di un quadro professionale o formale”1; mentre la Carta europea del familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente, elaborata nel 2007 dalla Confederazione delle Organizzazioni Familiari dell’Unione Europea (COFACE2), descrive tali soggetti come “l[e] person[e] non professionist[e] che v[engono] in aiuto, in via principale, in parte o totalmente, ad una persona non autosufficiente, che dipende dal suo entourage per quanto riguarda le attività della vita quotidiana. Questo aiuto … può essere prodigato in modo più o meno continuo e può assumere varie forme, in particolare: cure infermieristiche, sanitarie, cure personali, accompagnamento all’educazione e alla socializzazione, pratiche amministrative, coordinazione, vigilanza continua, sostegno psicologico, comunicazione, attività domestiche, ecc.”3
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