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Sommario: 1. La tutela Costituzionale della dignità e la progressiva attenuazione della normativa inderogabile. 2. Recenti interventi normativi volti a garantire la dignità del lavoratore. 3. Il salario minimo legale e l’art. 36 Cost. 4. Il problema dell’effettività delle tutele: tutela della salute e dignità. 5. Le forme di lavoro precario e la potenziale violazione della dignità: temporaneità vs precarietà. 5.1. Un ulteriore problema non secondario: la precarietà e il sindacato. 6. Conclusioni.
1. La tutela Costituzionale della dignità e la progressiva attenuazione della normativa inderogabile
“Il lavoro protetto dalla Costituzione è mezzo necessario… all’affermazione ed allo sviluppo della personalità e al progresso materiale e spirituale della società”1 . Il richiamo costituzionale al lavoro esprime la volontà di fondare la Repubblica su un elemento profondamente egalitario e universalistico2.
Proprio la fondazione sul lavoro della Repubblica italiana da parte dell’art. 1 anticipa il riconoscimento del principio di eguaglianza dell’art. 3, sia per il profilo dell’eguaglianza formale di cui al primo comma, intendendo il lavoro con un significato universalista, sia per il profilo dell’eguaglianza sostanziale di cui al secondo comma, “perché è solo con l’emancipazione dei lavoratori che il progetto di società ‘nuova’ disegnato dalla Costituzione può essere realizzato”3