“C’è del marcio in Danimarca”: la Corte di Giustizia salva la direttiva in materia di salari minimi adeguati

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Corte di giustizia Ue (Grande sezione), sentenza 11 novembre 2025, causa C-19/23; Pres. Lenaerts – Rel. Biltgen – Avv. Gen. Emiliou – Regno di Danimarca (Avv. Jespersen, Avv. Maertens, Avv. Skovsø Clausen) c. Parlamento europeo (Avv. Kuzmienko, Avv. Spliid, Avv. Tamás, Avv. Visaggio).

Ricorso per annullamento – Dir. 2022/2041/UE – Salari minimi adeguati – Promozione della contrattazione collettiva

Sommario: 1. Base giuridica e obiettivo della direttiva sui salari minimi adeguati. 2. Sul rapporto tra Corte di Giustizia e Avvocato Generale: se mi lasci fai bene. 3. Il consolidamento
della giurisprudenza sul divieto di ingerenza diretta sui diritti nazionali. 4. La promozione della contrattazione collettiva e conseguenze sull’ordinamento italiano.

1. Base giuridica e obiettivo della direttiva sui salari minimi adeguati. Con la sentenza dell’11 novembre 2025 (C19-23) si è conclusa la lunga attesa riguardante le sorti della direttiva UE 2022/2041 del 19 ottobre sui salari minimi adeguati, dopo che la Corte di giustizia aveva più volte rinviato la decisione durante il 2025. Le difficoltà che hanno rallentato la decisione dei giudici di Lussemburgo sono state probabilmente più di ordine politico che tecnico-giuridico, anche se l’Avvocato Generale Emiliou aveva complicato i termini della vicenda con delle conclusioni discutibili sotto entrambi i punti di vista. La suspence che aveva attanagliato non solo gli operatori del diritto per la pronuncia risulterebbe difficilmente spiegabile se si guardasse esclusivamente ai pochi obblighi che la direttiva  impone agli Stati; essa si comprende meglio, invece, se viene inquadrata in un panorama, come quello dell’Europa attuale, che si è fatto sempre più fosco per chi ha a cuore se non il rafforzamento della dimensione sociale europea almeno che essa non venga ulteriormente indebolita. Infatti, in questo contesto asfittico, la direttiva affronta, anzi sfiora, uno dei nodi essenziali del conflitto nel lavoro, ovvero la questione salariale, che costituisce una delle tematiche più politiche1 , nel senso alto del termine, all’interno del diritto del lavoro.