Retribuzione giusta e trasparentetra diritto dell’Unione europea, leggee contrattazione collettiva

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Sommario: 1. Un paradosso apparente. 2. L’art. 153, par. 5, TFUE: limite di competenza o limite alle tecniche di regolazione? 3. La direttiva sui salari minimi come procedimentalizzazione. 4. Dalla giusta retribuzione alla giustizia retributiva procedurale. 5. La trasposizione italiana ella trasparenza salariale: il nodo dell’art. 6. 6. La questione dello stesso lavoro e del lavoro di  pari valore e il criterio dell’impegno. 7. Il salario giusto e la direttiva sui salari minimi. 8. Le due pronunce della Corte costituzionale. 9. Brevi conclusioni.

1. Un paradosso apparente
Per lungo tempo il diritto del lavoro europeo ha convissuto con un paradosso apparente. Da un lato, l’art. 153, par. 5, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sottrae espressamente all’azione normativa dell’Unione “le retribuzioni, il diritto di associazione, il diritto di sciopero e il diritto di serrata”. Dall’altro lato, proprio in questi anni il diritto dell’Unione a esercitato sulla materia retributiva un’influenza senza precedenti. Non sull’entità del salario, si badi bene: sulle condizioni, sui criteri e sulle procedure con cui il salario viene determinato.

 

Keywords
Retribuzione giusta, retribuzione trasparente, legge, contratto collettivo, Unione europea.
Fair wage, transparent wage, law, collective agreement, European Union.