La difficile qualificazione dei rapporti di lavoro: scelte legislative e soluzioni giurisprudenziali*

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Sommario: 1. Premessa. 2. Cenni sul lavoro subordinato e autonomo nel Codice civile del 1942. 3. Sintesi delle innovazioni tecnologiche, organizzative e nei mercati e della loro influenza sul lavoro subordinato o autonomo. 4. La reazione della giurisprudenza alle innovazioni nei modi di produrre e lavorare. Metodo tipologico e indici di subordinazione. La pluralità delle “subordinazioni”. 5. L’art. 2 del d.lgs. n. 81/2015 e il cambio di prospettiva nella individuazione dei confini tra subordinazione e autonomia. 6. I caratteri costitutivi della nuova fattispecie prevista dall’art. 2, co. 1, del d.lgs. n. 81/2015: a) lavoro prevalentemente personale; b) continuità; c) etero-organizzazione. 7. La distinzione tra lavoro autonomo etero-organizzato e le collaborazioni continuative e coordinate previste dall’art. 409, co. 1, n. 3), cod. proc. civ. 8. Le deroghe previste dall’art. 2, co. 2, del d.lgs. n. 81/2015. 9. L’influenza della disciplina del lavoro etero-organizzato sulla definizione di lavoro subordinato. 10. La subordinazione e la tesi della “doppia alienità”. 11. Il lavoro agile. 12. Il lavoro tramite piattaforme digitali. 13. Osservazioni conclusive.

1. Premessa
Il tema da analizzare è assai complesso e non può essere esaminato in tutti i suoi profili. La qualificazione dei rapporti di lavoro e gli effetti giuridici che da essa scaturiscono sono aspetti che attengono alla stessa storia del Diritto del lavoro e della sua disciplina. L’impressione che si ricava analizzando le varie elaborazioni della dottrina e della giurisprudenza è quella di un panorama assai frastagliato.