La revoca del licenziamento nel diritto vivente: requisiti sostanziali e funzione dell’istituto

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Corte di Cassazione, 7 ottobre 2025, n. 26954 – Presidente dott. Manna.

Lavoro subordinato – Revoca del licenziamento – Stato di gravidanza – Rifiuto di svolgere la prestazione – Licenziamento per giusta causa – Eccezione di inadempimento – Buona fede e correttezza – Proporzionalità (Artt. 2058, 1375 cod. civ.)

Anche in caso di lavoratrice in gravidanza, il diritto potestativo di revoca del licenziamento decorre sempre dalla data di impugnazione del licenziamento medesimo, pur se tale impugnazione non palesi lo stato di gravidanza. Il termine di quindici giorni per l’esercizio del diritto di revoca è perentorio; e pertanto, non è suscettibile di interruzione o sospensione alcuna a seguito di successiva produzione di documentazione concernente lo stato di gravidanza della lavoratrice.

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Sommario: 1. Il caso. 2. Brevi cenni al quadro normativo di riferimento. 3. La conoscibilità dei fatti quale elemento sostanziale della revoca del licenziamento? 4. I chiarimenti della
Cassazione sul carattere sostanziale del termine per la revoca del licenziamento. 5. Riflessioni conclusive.

1. Il caso
La pronuncia della Cassazione in commento risulta particolarmente interessante, non solo perché si inserisce nel dibattito sul dies a quo della revoca del licenziamento ma anche perché offre lo spunto per approfondire la riflessione su alcuni aspetti problematici, di impatto sulle controversie reali, relativi agli elementi sostanziali dell’istituto1. Il caso processuale vede protagonista una lavoratrice – con mansioni di segreteria all’interno di uno studio di consulenza – che viene licenziata, in data 21 febbraio 2022, per giustificato motivo oggettivo ossia in ragione di affermate esigenze organizzative che comportavano la riduzione del personale e la soppressione del posto di lavoro ricoperto. La lavoratrice impugna il licenziamento con una missiva, ricevuta dal datore di lavoro in data 11 marzo 2022; successivamente, il 31 marzo, tale comunicazione viene ‘integrata’ con l’invio di un certificato medico che attesta lo stato di gravidanza della lavoratrice. Il datore di lavoro preso atto dell’informazione, e dunque venuto a conoscenza dello stato di gravidanza, decide di revocare il licenziamento, il 7 aprile 2022, invitando la lavoratrice a riprendere l’attività.