Lavoro e criminalità organizzata di origine mafiosa*

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Sommario: 1. Scenario. 2. Norme. 3. Decisioni. 4. Rapporti istituzionali e prassi. 5. Ricerche. 

1. Scenario

Prosegue, con questo numero, l’esperienza dell’osservatorio sugli intrecci tra diritto del lavoro e strumenti di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso ospitato, con cadenza annuale, dalla Rivista. L’osservatorio mantiene sostanzialmente invariate – anche per l’edizione relativa all’anno 2019 – finalità, identità e struttura e rinnova, dunque, l’intento di favorire la diffusione della conoscenza e dello studio dei fenomeni mafiosi in una prospettiva giuslavoristica.
L’esigenza di incentivare tale conoscenza è supportata dalla acclarata natura multidimensionale e metamorfica dell’esperienza mafiosa1, capace di assestarsi in tempi, luoghi e spazi diversi, non già solo per la persistenza di quel “‘profilo’ delle mafie […] costituito da una trama irregolare”2. Nondimeno, l’adozione di un punto di osservazione lavorista appare oltremodo utile in considerazione della fisiologica attitudine del diritto del lavoro (e dei suoi studiosi) a maneggiare plurimi e contrapposti interessi. In un tempo come quello attuale – prepotentemente segnato, a diverse latitudini e lungo svariate longitudini, da tendenze securitarie sempre più marcate e assorbenti3 – la visuale (e la visione) giuslavoristica appare ancora più preziosa; del resto, è altrettanto nota la predisposizione della disciplina a porsi come “termometro” utile per testare “lo stato di salute della democrazia del nostro paese”4. Al contempo, trova conferma l’intendimento di preservare questo spazio come luogo disponibile, aperto, destinato ad accogliere segnalazioni e suggerimenti; un’occasione, quindi, offerta alla nostra comunità scientifica (e non solo) per scambiare e approfondire conoscenze in ordine ad un fenomeno che, come premesso, necessita oggi forse ancor più che in passato dello sguardo degli studiosi del diritto del lavoro.
Da ultimo, questa edizione ripropone la struttura già sperimentata e articolata in quattro sezioni volte, rispettivamente, a dar conto delle innovazioni normative intervenute ai vari livelli regolativi, delle principali decisioni giurisprudenziali, delle più interessanti prassi messe in atto, così come degli studi e delle ricerche destinate a suscitare curiosità per esiti e/o approcci innovativi.